L’attualità dell’impegno e del sacrificio dei fratelli Cervi in questo momento di crisi di valori, assenza di punti di riferimento e di certezze. È stato questo il filo conduttore delle iniziative e degli interventi che hanno commemorato il 68esimo anniversario della fucilazione dei sette fratelli di Gattatico e di Quarto Camurri. Dopo il prologo di ieri a Guastalla, per ricordare proprio Camurri, oggi le cerimonie al poligono di tiro di Reggio, luogo dell’eccidio del 28 dicembre 1943, e alla casa-museo dei Campi rossi, laddove la famiglia Cervi visse e dove ora se ne perpetua il ricordo e il messaggio.

Accanto ai familiari e ai tanti cittadini che non mancano mai di testimoniare affetto per questa pagina di storia, c’erano le autorità, i parlamentari e l’ospite d’onore di quest’anno, Piero Fassino.
L’ex segretario Ds e attuale sindaco di Torino ha parlato di duplice, doveroso omaggio ai Cervi: per onorare chi ha pagato con la propria vita per renderci persone libere e per evitare il rischio che tragedie come quella della dittatura fascista possano ripetersi.

Alle iniziative del museo Cervi ha partecipato anche il sindaco di Piazza Armerina (Enna), Fausto Carmelo Nigrelli. Oltre che socio dell’istituto Alcide Cervi, il Comune della cittadina siciliana ha curato e qui allestito una mostra fotografica dal titolo ‘Campirossi 1969′, che rievoca la visita di un gruppo di giovani di tutta Italia, 42 anni fa, nella casa-museo della famiglia martire della Resistenza e l’incontro con papà Cervi.

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