Meno 17% rispetto al 2010, meno 61% rispetto al picco del triennio 2003-2005: il crollo del volume di attività del settore delle costruzioni sembra non avere fine. Dopo tre anni di violenta contrazione, il 2011 ha segnato una nuova, pesante flessione. Lo confermano le cifre sulle concessioni edilizie incassate dal Comune di Reggio: appena 9,4 milioni di euro, contro gli 11,4 del 2010. Fra il 2003 e il 2005 gli oneri di urbanizzazione avevano toccato il record di 25 milioni di euro. Anni di intensa cementificazione del territorio, che per fortuna Reggio si è lasciata alle spalle, ma che hanno ceduto il passo ad una crisi che sta spazzando via decine di imprese e migliaia di posti di lavoro.

Se l’edilizia piange, di certo gli operatori del mercato immobiliare non ridono. Fra il 2006 e il 2009 il settore è stato letteralmente dimezzato: a livello provinciale si è passati da quasi 10mila compravendite di immobili residenziali a 5mila. Il 2010 aveva segnato una timidissima inversione di tendenza, soprattutto nel comune capoluogo, dove le compravendite erano aumentate del 2,5%. Ma il 2011 ha gelato le speranze di una ripresa. Secondo l’Agenzia del Territorio, nel primo semestre dell’anno gli immobili residenziali venduti a livello provinciale sono stati solo 2.442, con un calo del 4% rispetto allo stesso periodo del 2010. Su questa nuova frenata del mercato immobiliare ha inciso pesantemente la stretta creditizia: nel 2011 i mutui erogati dalle banche in provincia di Reggio sono diminuiti del 20%.

di Gabriele Franzini
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