Sono ormai all’ordine del giorno i blitz della Guardia di Finanza in varie località italiane, l’ultimo nella Sanremo del Festival. Ma l’attività di un anno del comando provinciale reggiano ha dato risultati altrettanto soprendenti, in particolare per quanto riguarda il contrasto all’evasione fiscale, al lavoro nero e alla criminalità economica. Le fiamme gialle hanno scoperto ben 50 tra evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, e parziali, che hanno dichiarato soltanto il 50% dei ricavi conseguiti.

I furbetti del fisco reggiani hanno sottratto alle casse dello Stato, in materia di imposte sui redditi, più di 500 milioni di euro, oltre a sottrazioni di imposta per 83 milioni. I settori economici pù interessati dall’evasione sono l’edilizia e i servizi per il 40%, segue il commercio per il 20%. Le persone denunciate alla magistratura per reati fiscali sono state 126, 52 quelle per emissione o annotazione di fatture fittizie.

288 operatori economici con una buona capacità reddituale non dichiaravano guadagni o li dichiaravano in misura irrisoria. Sono state avanzate, inoltre, proposte di sequestro ‘per equivalente’ per oltre 22 milioni di euro. Si tratta di una misura cautelare disposta dal giudice per acquisire, in via preventiva, denaro o altri beni a disposizione della persona denunciata, per un valore corrispondente al profitto scaturito dalla condotta illecita. Le fiamme gialle reggiane hanno controllato oltre 3mila esercizi in materia di scontrini e ricevute fiscali: il 24% era irregolare. Sono così scattate 7 proposte di chiusura, due delle quali già eseguite.

Altro importante capitolo ridguarda i controlli in materia di antiriciclaggio. 12 movimentazioni finanziarie sono avvenute al di fuori dei canali previsti dalla legge. 7 persone sono state scoperte a beneficiare di contributi ed agevolazioni illeggittime, e per questo denunciate. Infine, a contrasto del lavoro nero, sono stati individuati 71 lavoratori irregolarmente assunti.

di Giulia Gualtieri
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