I Musei civici hanno bisogno di un adeguamento della sede di palazzo S. Francesco, in parte già attuato a partire dal 2002, ma soprattutto di nuovi allestimenti. La proposta dell’architetto Rota mantiene le preziose collezioni storiche ottocentesche di Lazzaro Spallanzani, di Gaetano Chierici e di altri illustri reggiani, ma con l’intento di coinvolgere maggiormente i visitatori.
Su quel progetto è calata la critica di una trentina di personalità del mondo reggiano della cultura, in gran parte insegnanti, che lo bollano come museo-spettacolo e abbellimento esteriore. Una bocciatura pesante, nonostante il parere favorevole della Soprintenza ai beni architettonici.
A far discutere sono alcune ipotesi progettuali, come il nuovo ingresso, caratterizzato da pareti rivestite dal verde di giardini verticali, con l’inbstallazione di strutture di acciaio che riflettono immagini tratte dai materiali dei Musei. All’interno un acquario lacustre che immetterà a un locale a volte da cui emergeranno oggetti simbolo del museo, come la minuscola Venere di Chiozza o i resti della grande balena ritrovata sulle colline. E poi ancora l’allestimento innovativo per le collezioni storiche di Spallanzani e Chierici o la cosiddetta sala Rossa con le esposizioni d’arte.
Un progetto da 4,3 milioni di euro, già finanziato e pronto per essere appaltato, ma bloccato dai vincoli posti dal patto di stabilità sulla spesa degli enti locali. Il sindaco Graziano Delrio si dice pronto al confronto con i firmatari della lettera e con tutta la città. Confronto già avviato due anni fa nell’ambito di fotografia europea. ‘Bisogna abbandonare – dice il sindaco – sia logiche di pura conservazione che di innovazione fine a se stessa’. E ricorda come di fronte ai cambiamenti emergano a volte reazioni e paure. E’ già successo col progetto delle piazze, con la fontana del Valli e con il restauro del Duomo.
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