Il solo possesso del computer non comporta il pagamento del canone speciale Rai. L’azienda radio-televisiva ha fatto marcia indietro dopo che nelle scorse settimane aveva inondato piccole imprese, professionisti e titolari di partite Iva di ingiunzioni a pagare un canone da 401 euro.
Esulta la Cna di Reggio, che aveva protestato per l’imposizione di questo abbonamento, definito un balzello ingiustificato. Le associazioni di categoria si erano rivolte al Ministero dello sviluppo per chiedere questo dietro-front. Solo per i computer adattati alla ricezione effettiva dei canali televisivi, che sono una minoranza, scatterà l’obbligo del pagamento del canone speciale.
‘La questione – dice però Tristano Mussini, presidente della Cna provinciale – non è del tutto risolta. Ora si chiede un intervento del Governo e del Parlamento per fugare ogni dubbio e chiarire una volta per tutte la normativa sul canone’.
Per Donatella Prampolini, presidente provinciale di Confcommercio, ‘una volta tanto la ragione ha finito per prevalere. Certo un po’ più di attenzione e cautela, visto il momento, non avrebbe guastato, anche perché l’ inutile costo dell’alluvionale spedizione di avvisi andrà pur sempre a carico della collettività. Speriamo che questo sia un primo segnale di tregua per il mondo delle imprese, delle professioni e del commercio in particolare, da troppe settimane bersaglio di una serie di messaggi sgradevolmente infelici’.
di Gian Piero Del Monte
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