I famigliari delle vittime dell’amianto dell’Eternit di Rubiera non devono scoraggiarsi: la battaglia per vedersi riconosciuto il diritto ad un risarcimento non è perduta con la sentenza di Torino. E’ una tesi su cui concordano due tra gli avvocati delle parti civili reggiane, ospiti ieri sera negli studi di ‘Habitat’. Ernesto D’Andrea analizza il profilo penale. Sottolinea che la Procura di Torino ha preannunciato un nuovo procedimento in capo agli ex proprietari dell’Eternit, questa volta per omicidio. E si rivolge direttamente ai parenti delle vittime: “Abbiate fede, perchè arriveremo a questo nuovo processo in tempi brevi e ci sarà un’ipotesi di reato ancora più grave”.

L’avvocato Bruno Pezzarossi evidenzia un altro aspetto: il fatto che per lo stabilimento di Rubiera in sede penale i reati contestati ai due imputati siano stati dichiarati prescritti, non preclude la possibilità di agire in futuro contro di loro in sede civile. ”Se con una sentenza passata in giudicato – spiega Pezzarossi – si dice che il signor Pinco Pallino è responsabile per la morte di mio papà, io posso agire nei confronti di questo signore per ottenere il risarcimento del danno”.

Fuori dalle aule di tribunale, la priorità è invece quella di procedere con la bonifica. Lo sottolinea Luigi Giove, segretario regionale degli edili della Cgil: “Noi abbiamo un territorio disseminato di manufatti che contengono amianto, rispetto al quale bisogna che ci si cominci ad attivare concretamente. Nell’edilizia pubblica si è fatto molto, soprattutto in Emilia-Romagna, ma nell’edilizia privata e nei capannoni industriali e agricoli la presenza di amianto è ancora diffusissima”.

di Gabriele Franzini
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