Da quasi vent’anni anni è il terminale dell’Europa, al servizio di Reggio e dell’intera area emiliana. Il carrefour europeo Emilia, poi diventato Europe direct, con sede in via Emilia S. Pietro 22, rischia grosso per i tagli che sia la regione che i Comuni sono costretti a operare sui loro bilanci. La giunta regionale dell’Emilia Romagna non ha previsto nel preventivo 2012 i 40mila euro che erogava ogni anno, dopo che già nel 2011 aveva dimezzato il suo contributo. Il Comune di Reggio è in grado di garantire il pagamento dei 30mila euro di affitto della sede fino a giugno. Sta cercando una collocazione alternativa in una struttura di sua proprietà. Gli unici soldi che continuano ad arrivare regolarmente, 25mila euro all’anno, sono quelli della Commissione europea.
Il compito di Europe Direct è di diffondere sul territorio regionale le informazioni sull’Europa, le sue istituzioni, le sue linee di finanziamento, in particolare per l’agricoltura, essendo nato all’interno del Crpa, il Centro ricerche produzioni animali. Conta su uno staff di quattro operatori, di cui uno messo a disposizione dall’Ufficio scolastico provinciale per le tante attività con le scuole. Promuove trasmissioni radio-televisive, convegni, viaggi di studio, pubblicazioni. Ha un sito visionato da quasi 121mila visitatori l’anno scorso, ha intrattenuto contatti trelefonici e via mail con 23mila persone. E’ una vetrina sull’Europa comunitaria e sarebbe un grave handicap per Reggio vederla ridimensionata o perduta.
di Gian Piero Del Monte
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