L’introduzione dell’Imu, la nuova imposta sugli immobili ideata dal Governo Berlusconi e in parte modificata dal Governo Monti, farà molto male ai contribuenti reggiani. Già ora serpeggia parecchia preoccupazione, ma quando il 16 giugno arriverà il momento di pagare la prima rata, sarà chiaro che raramente la nostra comunità è stata sottoposta ad un salasso del genere. Vediamo le cifre. L’anno scorso, prima della reintroduzione dell’imposta sulla prima casa, i contribuenti reggiani hanno versato ai 45 Comuni della nostra provincia 108 milioni di euro di Ici. Quest’anno il conto salirà a 247 milioni di euro: 139 milioni in più rispetto al 2011. L’aumento è dovuto per circa 40 milioni di euro all’imposta sulla prima casa. Gli altri 100 milioni di gettito in più sono invece il frutto del forte incremento della tassazione su seconde case e fabbricati commerciali e industriali.
Vediamo il caso del comune capoluogo. A Reggio la tassazione sugli immobili passerà dai 36 milioni di euro del 2011 a quasi 83 milioni di quest’anno. Per la prima casa i reggiani pagheranno 14,2 milioni, per gli altri fabbricati 68,6.
A chi andrà questo fiume di denaro? L’imposta si chiama municipale, ma in realtà 27,2 milioni di euro – pari al 50% del gettito Imu sugli altri fabbricati calcolato sull’aliquota base – andranno a finire nelle casse dello Stato. Al Comune di Reggio resteranno 55,7 milioni di euro, compreso il 100% dell’Imu prima casa. Si tratta pur sempre di 19,5 milioni di euro in più rispetto a quanto il Comune incamerò con l’Ici nel 2011. Ma allora perchè, a Reggio come in tutta Italia, i sindaci protestano? Protestano perchè non vogliono fare da esattori per conto dello Stato e perchè il taglio dei trasferimenti da Roma (a Reggio 9,6 milioni di euro nel 2012) si mangerà buona parte del gettito dell’Imu sulla  prima casa. Il resto lo faranno un generale calo delle altre entrate e la flessione degli oneri di urbanizzazione.

di Gabriele Franzini



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