La polizia di Stato ha celebrato oggi anche a Reggio il 160° anniversario della sua fondazione. Si è svolta una cerimonia al teatro municipale Valli, con la consegna di riconoscimenti a una quarantina dii agenti, i saluti delle autorità e l’intervento del questore. Domenico Savi ha parlato di lotta alla criminalità su due livelli.

Il primo livello di criminalità contro cui combattono le forze di polizia è più visibile ai cittadini: è quello delle rapine, delle truffe, delle lesioni personali. ‘Il numero di questi reati si è stabilizzato’, ha detto il questore. In aumento sono invece i furti. ‘Ormai si ruba di tutto, dal ferro vecchio agli attrezzi da lavoro’, con incursioni nei cantieri e nelle abitazioni. La repressione di questo tipo di reati sta ottenendo successi, con l’individuazione di bande di georgiani, arresti ed espulsioni. Ma c’è anche un secondo livello di criminalità, più occulto, meno visibile: quello dei tentativi di infiltrazione della criminalità mafiosa nel tessuto economico locale. Il questore  si è soffermato sulle misure di prevenzione come le interdittive del Prefetto Antonella De Miro e sull’azione della magistratura.

Di seguito il testo dell’intervento del Questore Domenico Savi (foto). 

‘Autorità, gentili ospiti, cittadini reggiani, si rinnova l’appuntamento al teatro Valli, in questo splendido, unico scenario per il 160° anniversario della Polizia di Stato. A nome di tutti gli operatori della provincia di Reggio Emilia vi ringrazio per la vostra presenza.
Una scadenza quest’anno connotata da una profonda tristezza, dall’opprimente peso che gli episodi di Genova prima e  Brindisi poi, hanno proiettato nella vita del paese.
All’incredulità, allo stordimento, alla rabbia per la perdita della giovanissima vita di Melissa, per il grave ferimento delle sue amiche e compagne di scuola, si somma il dolore per le vittime ed i gravi danni che il terremoto ha causato nelle contigue province di Ferrara, Modena e Mantova, interessando anche il territorio della nostra provincia.
Un momento delicato quello attuale pieno di passaggi difficili, spesso vissuti con l’ansietà ed il disagio che deriva dall’incertezza.
Il lungo messaggio che il Capo della Polizia, Prefetto Manganelli ha rimesso agli operatori della Polizia di Stato, ben coglie la necessità e le aspettative dei  cittadini rinnovando l’impegno per una “presenza di vicinanza e di sensibile attenzione dell’Istituzione Polizia nei loro confronti”. “È proprio nelle situazioni di maggiore difficoltà, come quella che in questo momento sta vivendo il nostro paese che il lavoro svolto dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato con fermezza ed equilibrio costituisce un punto di riferimento certo per i cittadini ed un valore aggiunto per lo Stato”. È questo un passaggio estrapolato dal saluto rivoltoci dal Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri che così continua “La società avverte il bisogno della vostra protezione e della vostra vicinanza, necessarie per quella sicurezza che è garanzia del rispetto delle libertà fondamentali dell’individuo ma anche  motivo di fiducia nel futuro”.
Sentiamo profondamente il valore e la forza di queste affermazioni, dei doveri che ne derivano. Poco fa, nel piazzale interno della Questura, davanti al cippo che ricorda i nostri caduti, alla presenza del Signor Prefetto i poliziotti reggiani hanno intimamente rinnovato il loro giuramento, il nostro giuramento, il nostro progetto di vita al servizio della comunità dei cittadini e delle Istituzioni Repubblicane.
Nella Reggio Emilia “città delle persone”, dove la sensibilità nei confronti dei più deboli, degli svantaggiati assume puntuale ed operosa concretezza, nella Reggio Emilia “città dei bambini” dove la qualità dei progetti ed delle strutture educative ha fatto il giro del mondo, la nostra presenza di prossimità trova naturale collocazione.
Coltiviamo un progetto forte, certamente da condividere con le istituzioni di governo del territorio e con le associazioni del terzo settore. Un progetto che vuole raggiungere ogni singolo cittadino che segnala problemi, che cerca consigli o suggerisce soluzioni. In una logica di sicurezza partecipata, di sicurezza che viene dal basso le sinergie in tal modo sviluppabili possono generare risultati di straordinario spessore.
Non ci siamo nascosti e non ci nascondiamo le difficoltà legate alla severa contrazione di risorse sia umane che finanziarie del momento. Non ci nascondiamo come tale momento possa essere non breve.
Constatiamo però la grande tenuta dell’Istituzione su tutti i fronti, constatiamo come l’entità dei risultati conseguiti sia ancora una volta di straordinario profilo ed è per questo che sento il bisogno di ringraziare tutte le componenti della Polizia di Stato per l’azione svolta nel territorio con dedizione e generosità, gli operatori di ogni ruolo e qualifica, ogni singolo Ufficio, Reparto o Specialità, perché sono loro la vera forza di questa Istituzione. Non posso dimenticare le Organizzazioni Sindacali che rappresentano il personale, costantemente partecipi delle scelte dell’Amministrazione e con consapevolezza e determinazione proiettate verso le soluzioni più praticabili.
Certamente sarà necessario  rimodulare organizzativamente taluni uffici e servizi, ma solo per esaltare  l’impiego del personale nel controllo del territorio e nelle attività informative ed investigative. L’impegno nella gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica nell’anno decorso è risultato particolarmente gravoso in termini di impiego numerico di operatori ovviamente correlato allo spessore degli eventi.
Voglio ricordare il mega – concerto di Luciano Ligabue del luglio 2011, la visita del Presidente del Consiglio Mario Monti del 7 gennaio 2012, imponenti manifestazioni pubbliche di carattere sindacale, politico – associativo, la stagione agonistica di Lega Pro della Reggiana e del Carpi, l’esaltante campionato della Pallacanestro Reggiana che ha festeggiato il suo rientro nella massima serie .
I servizi pianificati e di seguito svolti in concorso con le altre Forze di Polizia in particolare con i presidi territoriali dell’Arma dei Carabinieri hanno consentito il sereno e disciplinato svolgimento di migliaia di eventi nelle più completa libertà e nella piena legalità.
Non meno intensa ed impegnativa l’attività di prevenzione e presidio del territorio svolta in forma coordinata con le altre Forze di polizia, l’attività informativa ed investigativa, le attività provvedimentali di pertinenza della Questura nell’ambito dell’immigrazione e della polizia Amministrativa le attività di prevenzione e repressione dei reati messe in campo negli ambiti di competenza della Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni, e il supporto fornito dal Reparto Prevenzione Crimine nella parte nord dell’intera regione. Un lavoro di sinergia con le altre Forze di Polizia, che saluto e ringrazio per il livello di collaborazione realizzato, lavoro che ha consentito di contenere significativamente l’incidenza della gran parte delle fenomenologie criminali più ricorrenti nel territorio.
Stabilizzati sui livelli del 2011 ed in complessivo calo in questo primo scorcio del 2012 i reati che mediamente generano il maggior allarme sociale quali rapine, truffe, lesioni, con un solo dato in controtendenza: i furti. Episodi da radiografare in una logica di maggiore complementarietà con i servizi  commissionati agli istituti di vigilanza privati e con una attenzione dedicata ai supporti tecnologici di sicurezza attualmente disponibili.
La scarsa efficacia in termini di deterrenza dei pur significativi arresti operati in flagranza dalle Forze di Polizia e dalle massive denunce in stato di libertà, la difficoltà ad assumere per tali reati provvedimenti di natura cautelare rendono necessario valutare l’opportunità di implementare e razionalizzare la dislocazione degli impianti di videosorveglianza già presenti in città, mettendo a sistema ogni risorsa disponibile secondo le pianificazioni già elaborate dalla Questura e concordata in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Ormai  si ruba di tutto, finanche il ferro vecchio e i più banali attrezzi di lavoro. La Squadra Mobile negli ultimi quattro mesi ha molto intensamente perseguito il fenomeno evidenziando la dinamicità e le tecniche d’azione di taluni gruppi di cittadini stranieri, georgiani in particolare, che si muovono sul territorio dell’intera regione.È un fenomeno numericamente grave quello dei furti che merita una risposta più ampia e profonda da parte dell’ordinamento.
Sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, la criminalità meno visibile alla gran parte dei cittadini, non si può non rilevare l’entità e la qualità della risposta del mondo istituzionale ed associativo.
La rinnovata sensibilità e consapevolezza dell’intera società civile circa i rischi e le problematiche delle penetrazioni mafiose nel territorio della provincia, maturata sulla scia dei copiosi provvedimenti assunti dal Prefetto De Miro nell’ultimo biennio hanno eretto un  argine importante. L’investigazione, certamente più lenta e faticosa, è guidata dalle Procure competenti cui la polizia di Stato offre il meglio delle proprie risorse ed esperienze investigative.
Saluto  e ringrazio per la loro presenza il Presidente del Tribunale Caruso ed il Procuratore Grandinetti.
Il Presidente Caruso per l’attenzione con la quale seguito i procedimenti concernenti le proposte di applicazione di misure di prevenzione personali proposte dalla Questura, il Procuratore Grandinetti per il garbo, il tatto e la disponibilità che riserva alle richieste della Polizia Giudiziaria.
Coesione, condivisione, partecipazione, saranno gli elementi che ci consentiranno di uscire più forti da questo momento difficile, lo dobbiamo a questi ragazzi che ci scaldano il cuore con il loro calore, la loro autenticità, il loro sorriso’.

di Gian Piero Del Monte



© Riproduzione riservata