12.56, la gente fugge in strada, il panico prende il sopravvento e le sirene iniziano a suonare. Nel palazzo del municipio di Guastalla è in corso una riunione di tecnici e amministratori per decidere cosa fare dopo il sisma delle 9. Un nuova scossa interrompe bruscamente l’incontro e la gente si precipita fuori. Lo stesso avviene all’ospedale, dove i pazienti, qualcuno appena operato, si riversano nel piazzale.
Nel comune di Guastalla sono una decina le famiglie sfollate, per ora hanno trovato ospitalità da parenti e amici. Ma se ne potrebbero aggiungere altre. “Per i danni al campanone in piazza Matteotti – spiega il sindaco Giorgio Benaglia – forse dovremo evacuare palazzi lì vicino”. I danni provocati alle chiese dal sisma del 20 maggio si sono aggravati. Nelle chiese di San Francesco, San Carlo, San Giorlamo e nella chiesa dei Servi, dichiarata inagibile questa mattina.
Decine gli accessi all’ospedale guastallese e a quello di Correggio, soprattutto per panico. “Crisi d’ansia e qualche trauma – spiega Antonio Di Marte, direttore sanitario – abbiamo mandato a casa i pazienti meno gravi per liberare posti letto per emergenze”. I 5 ospedali della provincia (Correggio, Guastalla, Scandiano, Montecchio e Castelnovo Monti) e quello di Reggio sono operativi e agibili e il personale è allertato per offrire assistenza. Sono stati dimessi in mattinata i pazienti, non gravi, in grado di rientrare a domicilio, per mettere a disposizione posti letto per pazienti provenienti dalle zone maggiormente colpite dal sisma. Al Santa Maria Nuova sono attualmente sette i pazienti trasferiti dall’Ospedale di Carpi, evacuato dopo il terremoto. Tra questi due neonati destinati alla Terapia Intensiva Neonatale e una donna in gravidanza.
di Giulia Gualtieri
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