E’ trascorso un anno: l’accordo del 14 luglio 2011 siglato in Regione, tra sindacati, soci della cooperativa Gfe e Snatt di Campegine, è stato applicato soltanto a metà. L’azienda di logistica assicurava la ricollocazione entro luglio di 80 facchini, entro settembre di altri 20. Ad oggi i ricollocati nelle cooperative coinvolte nell’accordo sono soltanto 51. 13 lavoratori hanno trovato occupazione in aziende diverse, 40 circa sono statai assunti dalle due cooperative che hanno sostituito Gfe in Snatt, circa 10 addetti sono stati ricollocati nel settore trasporti. Ma il futuro per 106 ex soci della Gfe è ancora incerto. Sono ancora in cassa integrazione. Lunedì ci sarà un incontro in Regione, probabilmente i sindacati riusciranno ad ottenere per loro la mobilità fino alla fine del 2012. “Snatt non si è impegnata ad applicare l’accordo – spiega Antonio Mattioli, segretario regionale della Cgil – inoltre il contratto nazionale di facchinaggio non è ancora stato applicato”.

Il sindacato si riserva di denunciare Snatt per inadempienza contrattuale. Anche perchè 64 facchini della ex Gfe havevano frimato una transazione tombale con Snatt. Era la condizione irrinunciabile posta dall’azienda di Campegine per dare il via libera all’assunzione dei lavoratori da parte di alcune cooperative. Prevedeva che i lavoratori rinunciassero non solo alla causa legale avviata contro Snatt, ma anche al diritto di promuovere una causa analoga in futuro. Alcuni di loro si sono ritrovati senza questo diritto ma anche senza lavoro.  ‘A questo punto è più che mai – dice la Cgil – è necessario che venga attivato il tavolo provinciale con tutti gli attori del sistema produttivo reggiano per individuare soluzioni occupazionali per i 106 lavoratori di Gfe’. Per altri 59 facchini invece la causa in tribunale continua ed entro luglio dovrebbe arrivare la sentenza.

di Giulia Gualtieri



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