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mercoledì, 08 settembre 2010, ore 06:42

Dare & Avere online
Quei libretti al portatore dimenticati in un cassetto

Dimenticati in un cassetto ce ne sono a migliaia nella nostra provincia. Spesso chi ha sottoscritto un contratto di affitto per l'abitazione, per un negozio o un capannone ha acceso a suo tempo un libretto al portatore, versandoci un deposito cauzionale equivalente a tre mensilità di canone, da scontare a fine locazione. Il libretto è sconsigliato dall'Asppi (associazione piccoli proprietari immobiliari), sia perché dopo anni di abbandono si può avere l'amara sorpresa non solo di non aver incassato interessi, ma anche di vedere intaccato il capitale dalle spese di gestione. E poi perchè si corre addirittura il rischio che, dopo dieci anni senza movimentazioni, sia definito conto dormiente, con la destinazione della somma nel fondo statale per il rimborso dei risparmiatori che hanno subito danni da investimenti sul mercato finanziario. Per scongiurare questo pericolo i titolari di libretti anteriori al 17 agosto 1997 devono rivolgersi alla banca al più presto. Comunque, è meglio trovare un'alternativa. La prima è quella del versamento in contanti, certificato dall'indicazione sul contratto di affitto. Poi c'è lo strumento della fidejussione bancaria. Quest'ultimo piave molto ai proprietari, molto meno agli inquilini, perché sono a loro carico i costi bancari dell'operazione.





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