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Attualità 
mercoledì 07 maggio 2008
La Bibbia sui banchi

Oltre il 78 per cento degli studenti reggiani frequenta l'ora di religione cattolica. Ma i cambiamenti che investono la nostra società si fanno sentire anche in questo campo. L'ora di religione fu introdotta in forma obbligatoria nel 1923. Da diversi decenni, però, gli studenti possono scegliere se avvalersi o meno di questo percorso di studio. In più, l'ora di religione ha modificato la sua connotazione catechistica, assumendo invece un carattere storico e culturale.
Nel 1994 gli studenti italiani che si avvalevano dell'insegnamento erano il 93,5 per cento. Oggi siamo al 91, con una flessione concentrata soprattutto nei grandi centri urbani e nel nord Italia. Quali sono i numeri della nostra provincia? Nelle scuole medie l'85 per cento degli studenti frequenta l'ora di religione. Negli istituti superiori la media scende al 74 per cento. Alle Magistrali, all'Istituto d'arte, negli istituti tecnici e professionali gli studenti che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica sono circa il 30 per cento.
C'è poi la questione dell'organizzazione scolastica. In molti istituti non esiste l'insegnamento alternativo, per cui l'ora di religione viene messa ai margini degli orari. Chi non se ne avvale, può entrare in classe un'ora dopo o uscire un'ora prima. Il ruolo dell'insegnamento della religione cattolica in una società multirazziale e multiconfessionale è al centro di un convegno organizzato dall'uffico di Pastorale scolastica della Diocesi di Reggio, in programma sabato pomeriggio all'Istituto Matilde di Canossa. Nel corso dell'incontro, a cui interverrà anche il Vescovo Adriano Caprioli, si concentrerà l'attenzione sulla differenza tra ora di religione e catechismo


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